Uniti contro l'AIDS

Uniti contro l'AIDS

L'acronimo AIDS vuole indicare la Sindrome da Immunodeficienza Acquisita, o Acquired Immune Deficiency Syndrome: una malattia del sistema immunitario umano causata dal virus dell'immunodeficienza umana (HIV).

Virus HIVL'AIDS è stato rilevato per la prima volta nell'estate del 1981. Il 5 giugno dello stesso anno i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) di Atlanta registrarono casi sospetti di polmonite da Pneumocystis Carinii e di Sarcoma di Kaposi in persone appartenenti a comunità di omosessuali di Los Angeles e New York.
Per tale motivo, inizialmente, la stampa coniò il termine GRID (Gay-Related Immune Deficiency). Successivamente il CDC osservò che le comunità colpite apparentemente fossero limitate a quelle degli haitiani, degli omosessuali, degli emofiliaci e dei consumatori di eroina e utilizzò il termine "Malattia 4H".
Tuttavia, dopo aver stabilito che tale immunodeficienza non era limitata a quelle sole comunità, il termine AIDS venne introdotto nel luglio 1982 e utilizzato come corretta definizione della malattia dal settembre 1982.

Il virus e la malattia sono spesso indicati insieme come HIV/AIDS. A tale proposito è importante sottolineare che l’infezione da HIV può risultare per lungo tempo asintomatica e determinare la comparsa di a AIDS solo dopo molti anni, qualora non venga trattata con le terapie farmacologiche oggi disponibili.Red Ribbon

 
A tutt'oggi l’infezione da HIV e l’AIDS costituiscono un importante problema sanitario in molte parti del mondo, particolarmente nell’Africa Sub-Sahariana e nel Sud Est Asiatico.
Dai dati più recenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, risalenti al 2014, emerge che a livello globale il numero totale di persone viventi con HIV è di circa 37 milioni e che solo nel 2014 ci sono stati 2 milioni di nuove infezioni. Nello stesso anno le persone morte per AIDS o patologie legate all’HIV sono risultate essere circa 1,2 milioni.
Per quanto riguarda l'Italia, i dati epidemiologici elaborati dal Centro Operativo AIDS (COA) dell'Istituto Superiore di Sanità indicano che nel 2014 vi sono stati circa 4000 nuovi casi di infezione e si stima la presenza di circa 120 mila persone con l’infezione da HIV. Il numero di casi diagnosticati di AIDS risulta in progressiva diminuzione e nel 2014 risultano circa nuovi 900 casi.

L'infezione da HIV si può suddividere in tre stadi: infezione acuta, stadio di latenza clinica (asintomatica anche in presenza di replicazione virale attiva) e stadio sintomatico. Solo nell'ultimo stadio, a distanza di molti anni dall’infezione, la sindrome da immunodeficienza (AIDS) inizia a manifestarsi con i sintomi delle infezioni opportunistiche.
L'evoluzione dell’infezione verso l’AIDS è dovuta al progressivo indebolimento del sistema immunitario in conseguenza della azione del virus HIV, che continua a replicarsi nel sangue e nel tessuto linfatico, sui linfociti T CD4. Quando il numero di queste cellule scende al di sotto di un certo numero (intorno ai 200/mm3) possono comparire sintomi a carico dell'apparato respiratorio, del sistema gastroenterico, lesioni della pelle e gravi alterazioni del sistema nervoso e della funzionalità visiva, associati alla insorgenza di infezioni “opportunistiche” da virus, batteri, funghi, parassiti. Vi è anche un rischio di tumori HIV-correlati a carico delle cellule linfatiche e della pelle (sarcoma di Kaposi).
Da quando è disponibile la Terapia Combinata ad Alta Efficacia (HAART) è possibile mantenere l’infezione da HIV sotto controllo per molti anni, prevenendo il calo dei linfociti T CD4 e l’insorgenza dell’AIDS.  Con le attuali terapie, anche in caso di AIDS conclamato è possibile una regressione dell'infezione ad una fase di latenza clinica.
L’accesso alle cure ha quindi consentito di trasformare l’infezione da HIV in una malattia cronica e di ridurre in maniera significativa la mortalità associata all'AIDS. E’ comunque importante la prevenzione dell’infezione attraverso semplici misure comportamentali quali la protezione dei rapporti sessuali con il preservativo e l’utilizzo di siringhe sterili monouso.

 

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