Uniti contro l'AIDS

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Uniti contro l'AIDS
Le strategie di prevenzione costituiscono un articolato sistema di interventi offerti alla popolazione generale e a gruppi vulnerabili al fine di evitare o di ridurre il rischio di insorgenza di malattie e consentire il trattamento adeguato di uno stato patologico già in atto.
In Italia, periodicamente il Ministero della Salute individua con il Piano Nazionale della Prevenzione (PNP) le aree principali di intervento e le azioni necessarie per tuteCondoms Uniti contro l'AIDSlare la salute pubblica. Nel PNP per il periodo 2014 – 2018  tra i principali macro-obiettivi  definiti dal Ministero viene riportata la “Riduzione della frequenza di infezioni/malattie infettive prioritarie”, identificando come strategie fondamentali:
  • “la sorveglianza epidemiologica, finalizzata non solo a quantificare il carico delle malattie infettive, ma anche al riconoscimento dei determinanti e dei rischi e alla valutazione dell’impatto degli interventi di prevenzione. A tale proposito si intende promuovere il completamento e la messa a punto dell’informatizzazione dei sistemi di sorveglianza per le malattie infettive, prevedendo anche sistemi di allerta precoce per alcune specifiche patologie”;
  • “gli interventi di prevenzione, mediante un complesso integrato di interventi che comprendono, in varia misura: la corretta informazione ed educazione dei soggetti, la promozione della immunizzazione attiva e la profilassi dei soggetti esposti, la tempestività e la qualità delle diagnosi, l’appropriatezza e la completezza dei trattamenti terapeutici, il monitoraggio degli esiti degli interventi e dei loro eventuali eventi avversi”.

Questi interventi sono essenziali a ridurre la diffusione delle Infezioni Sessualmente Trasmesse, inclusa l’infezione da HIV, le quali continuano a rappresentare, anche nel ventunesimo secolo, un problema prioritario di Sanità Pubblica, particolarmente a carico delle fasce più deboli della popolazione quali giovani, donne e migranti.  In tale contesto, le strategie di prevenzione, particolarmente attraverso adeguati canali di comunicazione in grado di raggiungere efficacemente queste fasce di popolazione, si propongono di favorire lo stato di benessere e salute sia alla singola persona, sia alla collettività in cui essa è inserita.
Nello specifico, l’infezione da HIV risente a tutt’oggi di ampie implicazioni sociali, psicologiche e culturali, che ne condizionano lo screening e la gestione terapeutica, limitando i diritti e lo stile di vita delle persone interessate direttamente o indirettamente dall’infezione. E’ essenziale che tali implicazioni, e in maniera particolare i pregiudizi e lo stigma immotivato, siano specificamente affrontate e combattute mediante interventi diversificati e con l’integrazione di strategie e strumenti in grado di agire in profondità nell’ambito del contesto socio-culturale della popolazione.


 

I programmi di prevenzione della trasmissione materno-infantile dell’infezione da HIV

Prevenzione mamma
I bambini malati nel Mondo
A livello mondiale esistono tra i 3 e 4 milioni di bambini (al di sotto dei 15 anni), che hanno contratto l’infezione da HIV durante la gestazione materna.
Nel corso del 2012 sono stati riscontrati circa 260.000 neonati con accertata infezione da HIV, principalmente nei Paesi dell’Africa Subsahariana e fortunatamente in netto calo rispetto agli oltre 500.000 riportati nel 2001 (UNAIDS report on the global AIDS epidemic 2013).

La situazione in Europa e in Italia
Nei paesi europei il numero dei casi di trasmissione materno-infantile è di gran lunga inferiore: sono stati diagnosticati nel corso del 2011 circa 500 casi, di cui 19  in Italia (HIV/AIDS Surveillance in Europe Report 2012).
In Italia i programmi di prevenzione della trasmissione materno-infantile dell’infezione da HIV sono stati messi in atto a partire dai primi casi dell’infezione virale (metà anni 80) e sono stati incentrati:
  • su interventi di comunicazione attiva riguardo il rischio di trasmissione dell’infezione al nascituro
  • sull’incentivazione dello screening sierologico per tutte le donne in corso della gravidanza
  • nella messa a punto di protocolli di profilassi farmacologica per le donne con l’infezione da HIV durante la gestazione e il parto

Nel corso degli ultimi 25 anni questi programmi hanno consentito una maggiore sensibilizzazione sul rischio di trasmissione materno-infantile e determinato una notevole riduzione negli anni del numero dei casi in Italia di bambini con l’infezione da HIV. E’ quindi essenziale rinforzare a livello globale le strategie di prevenzione della trasmissione materno-infantile. A tale proposito l’auspicio dell’UNAIDS, l’Organizzazione Intergovernativa delle Nazioni Unite, che effettua annualmente il monitoraggio dell’infezione di HIV/AIDS nel mondo, è di raggiungere pienamente l’obiettivo, pianificato sin dal 2011, di azzerare per il 2015 il numero di infezioni trasmesse dalla madre al bambino.
In particolare il Piano Globale per l’Azzeramento delle Infezioni dei bambini (definito anche claim getting to zero) prevede di raggiungere l’obiettivo di ridurre drasticamente (oltre il 90%) il numero di bambini nati con l’infezione da HIV e di dimezzare, nelle madri, la mortalità dovuta all’infezione.

A tal fine è necessario che a livello globale vengano utilizzate tutte le risorse (umane, culturali ed economiche) affinché tutte le donne abbiano la possibilità di:

  • Accedere liberamente a tutti gli strumenti per la prevenzione dell’infezione;
  • Essere coinvolte attivamente nei programmi di screening prima o durante gravidanza;
  • Accedere liberamente alle cure per l’infezione e ai protocolli terapeutici per prevenire la trasmissione del virus HIV al figlio.


Esistono infatti protocolli terapeutici standardizzati, che consentono di prevenire la trasmissione del virus nel corso della gravidanza.
Questi protocolli sono abitualmente utilizzati nei Paesi Occidentali, inclusa l’Italia, ma non sono ancora disponibili per una larga fascia di popolazione nei Paesi dell’Africa, del Sudest Asiatico e dell’America Latina, per motivi economici e socio-culturali, in contesti che spesso limitano il ruolo e i diritti delle donna nella comunità.

Solo il pieno raggiungimento di questi obiettivi a livello globale potrà evitare, che continuino a nascere bambini con l’infezione da HIV e che le donne HIV+ siano in grado di sostenere la crescita e l’educazione dei figli.

 

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Telefono Verde AIDS e IST

800 861 061

Servizio nazionale di counselling telefonico sull'infezione da HIV, sull'AIDS e sulle Infezioni Sessualmente Trasmesse

counselling telefonico AIDS, HIV e IST
Non esiste prevenzione senza informazione


Per qualsiasi dubbio rivolgiti al Telefono Verde AIDS e IST, dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle 18.00

Gli esperti rispondono anche in inglese 

Un consulente in materia legale risponde il lunedì e il giovedì, dalle ore 14.00 alle 18.00
 

There is no prevention without information
If you have any doubt, call the AIDS and STDs Helpline
The Service is free and anonymous, active from Monday to Friday from 1 p.m. to 6 p.m.

A legal expert will be available on Mondays and Thursdays from 2 p.m. to 6 p.m.

 

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