Uniti contro l'AIDS

Uniti contro l'AIDS
Uniti contro l'AIDS
Uniti contro l'AIDS
Avere un’infezione oggi può ancora costituire un problema i cui effetti si riverberano nell’accesso alle cure. Talvolta, infatti, permangono pregiudizi culturali e difficoltà pratiche che possono ostacolare la conduzione di una serena esistenza da parte delle persone che vivono con un’infezione, in tutti gli ambiti in cui si svolge la vita sociale.

In questa sezione puoi trovare l'elenco delle ONG e delle Associazioni impegnate nella lotta all'AIDS; informazioni su ciò che dice la legge per la tutela dei diritti delle persone direttamente o indirettamente coinvolte nelle Infezioni a Trasmissione Sessuale con particolare riferimento all'HIV; informazioni generali sulle terapie; approfondimenti nel campo della genitorialità; indicazioni sui Centri specializzati che forniscono cure e assistenza per le Infezioni a Trasmissione Sessuale, per l'HIV e l'AIDS, per le Epatiti Croniche.red ribbon

 

Test HIV e minori

Secondo l’ordinamento italiano, i minori di 18 anni non possono accedere al test diagnostico per l’infezione da HIV senza il consenso del genitore o di altro soggetto esercente la potestà genitoriale.

Il problema ha assunto nel tempo dimensioni rilevanti, poiché sempre più frequenti sono i casi in cui il sanitario, sulla base delle informazioni raccolte nel colloquio preliminare col minore, riscontra la sussistenza di un concreto rischio di infezione e al contempo verifica l’impossibilità in concreto di convincere lo stesso a coinvolgere il/i soggetti esercenti la potestà genitoriale. Le motivazioni sono le più disparate, ma appaiono comprensibili trattandosi di soggetti molto giovani e di rapporti sessuali per lo più intrattenuti all’insaputa dei genitori. Talvolta poi, il coinvolgimento del genitore implicherebbe anche la comunicazione di notizie dall’impatto potenzialmente dirompente nel contesto familiare (si pensi, in particolare, al caso dei ragazzi omosessuali che non hanno affrontato in famiglia il tema del proprio orientamento sessuale).

In tali ipotesi, l’operatore sanitario può decidere di consultare l’ufficio del giudice tutelare onde ottenere una autorizzazione all’esecuzione del test diagnostico. In detti casi, è poi necessario approntare idonei strumenti per comunicarne gli esiti al minore stesso e assisterlo, nell’ipotesi di riscontrata sieropositività, nella comunicazione degli esiti al/ai genitori.

Al di fuori dei casi qui sopra previsti, il test non potrebbe, attualmente, essere effettuato al soggetto minore di 18 anni.

Sotto il profilo normativo, la questione pone un delicato problema di bilanciamento tra interessi giuridicamente tutelati e qui confliggenti: da un lato il diritto del minore a vedere tutelata la propria salute e la riservatezza dei propri dati sanitari, dall’altra il diritto-dovere del genitore/soggetto esercente la capacità genitoriale di essere informato di ogni trattamento sanitario e di prestarvi il proprio consenso.

Si configura quindi l’esigenza di operare un bilanciamento tra il diritto alla salute, sancito al più alto livello dall’art. 32 della Costituzione, l’art. 2 del Codice Civile che fissa al compimento della maggiore età l’acquisto della capacità di agire (salvo eccezioni, tuttavia, come specificato nella stessa norma), ed altre disposizioni tra cui l’art. 609 quater del Codice Penale (atti sessuali con minorenne) e fonti internazionali, quali l’art. 24 della Convenzione di New York sui diritti del fanciullo, la dichiarazione ENOC (rete europea dei garanti per l’infanzia e l’adolescenza) del 21 settembre 2017 e, da ultimo, il Parere dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza del febbraio 2019, che ha aperto la strada ad un auspicato intervento del legislatore nazionale.

In questo quadro, va segnalata l’esperienza di alcune ASL, presso le quali sono stati negli anni previsti, per i cosiddetti “grandi minori” (16-17 anni) e solo per essi, appositi percorsi che contemplano, in presenza di un rischio concreto di infezione, l’esecuzione del test anche in assenza del consenso del genitore (e senza previa autorizzazione del giudice tutelare) laddove situazioni ambientali particolari, definibili come “emergenziali”, ne escludano la possibilità di coinvolgimento senza rischi per il minore stesso.

In dette ipotesi, il grande minore viene informato del fatto che, nell’ipotesi di test diagnostico con esito positivo, verrà attivato dallo stesso personale sanitario, un percorso di supporto nella comunicazione dell’esito al genitore/tutore.

Si tratta tuttavia, in questi casi, di scelte di tutela che espongono l’operatore sanitario ad elevati rischi, proprio perché il bilanciamento degli interessi avviene in assenza di una precisa norma “abilitatrice” ed in apparente violazione di diritti e prerogative di soggetti giuridicamente tutelati.

Dunque, venendo alle prospettive di evoluzione dell’ordinamento, il summenzionato Parere dell’Autorità Garante per l’infanzia e l’adolescenza del febbraio 2019 ha segnato un importante passo avanti nella direzione di una modifica normativa che disciplini con attenzione in quali ipotesi e con quali garanzie ammettere il minore di anni 18 all’esecuzione del test diagnostico in assenza di esplicito assenso degli esercenti la capacità genitoriale.

Nello specifico, il Garante ha espresso parere favorevole alla possibilità di valutare l’introduzione di norme che consentano in Italia l’accesso ai test dell’HIV e per le altre infezioni sessualmente trasmissibili (IST) da parte dei minorenni - anche senza il preventivo consenso dei genitori - nel rispetto di tre condizioni:
  •  i test devono essere effettuati in un contesto protetto e dedicato nell’ambito del Servizio sanitario nazionale;
  •  in caso di esito positivo del test i genitori o il tutore saranno coinvolti al fine di garantire alla persona di minore età un adeguato supporto affettivo nella gestione della notizia e della terapia;
  •  è al contempo necessario promuovere una cultura della prevenzione e l’educazione all’affettività e alle emozioni.

Particolare rilievo assumono, nella prospettiva delineata dal Garante, i cosiddetti “precedenti” in materia di deroga alla regola generale dell’acquisto dell’autonoma capacità di agire con il compimento del 18° anno (art. 2 c.c.), già previsti in materia di accesso ai servizi per le tossicodipendenze ed ai servizi riabilitativi nonché in materia di interruzione volontaria della gravidanza (IVG).

I tempi per un intervento normativo di rango legislativo, che renda percorribile l’attuazione di percorsi dedicati di accesso ai test per le IST anche ai minori, appaiono dunque essere maturi.

A tale riguardo, è auspicabile la convergenza di tutti gli orientamenti politici verso l’elaborazione di una norma che offra il più elevato livello di tutela del minore, sia sotto il profilo della salvaguardia della salute e dell’integrità fisica sia - e con pari dignità e rilievo - sotto l’aspetto della tutela della riservatezza e della predisposizione di adeguati strumenti di formazione e supporto sui temi della sessualità e dell’identità sessuale.

Glossario

Telefono Verde AIDS e IST

800 861 061

Servizio nazionale di counselling telefonico sull'infezione da HIV, sull'AIDS e sulle Infezioni Sessualmente Trasmesse

counselling telefonico AIDS, HIV e IST
Non esiste prevenzione senza informazione


Per qualsiasi dubbio rivolgiti al Telefono Verde AIDS e IST, dal lunedì al venerdì, dalle ore 13.00 alle 18.00

Gli esperti rispondono anche in inglese 

Un consulente in materia legale risponde il lunedì e il giovedì, dalle ore 14.00 alle 18.00
 

There is no prevention without information
If you have any doubt, call the AIDS and STDs Helpline
The Service is free and anonymous, active from Monday to Friday from 1 p.m. to 6 p.m.

A legal expert will be available on Mondays and Thursdays from 2 p.m. to 6 p.m.

 

Chiama ora 800861061