Uniti contro l'AIDS

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Uniti contro l'AIDS
Avere un’infezione oggi può ancora costituire un problema i cui effetti si riverberano nell’accesso alle cure. Talvolta, infatti, permangono pregiudizi culturali e difficoltà pratiche che possono ostacolare la conduzione di una serena esistenza da parte delle persone che vivono con un’infezione, in tutti gli ambiti in cui si svolge la vita sociale.

In questa sezione puoi trovare l'elenco delle ONG e delle Associazioni impegnate nella lotta all'AIDS; informazioni su ciò che dice la legge per la tutela dei diritti delle persone direttamente o indirettamente coinvolte nelle Infezioni a Trasmissione Sessuale con particolare riferimento all'HIV; informazioni generali sulle terapie; approfondimenti nel campo della genitorialità; indicazioni sui Centri specializzati che forniscono cure e assistenza per le Infezioni a Trasmissione Sessuale, per l'HIV e l'AIDS, per le Epatiti Croniche.red ribbon

 

Gli effetti collaterali nella terapia contro l’HIV

I notevoli progressi della ricerca medico-scientifica nel campo dell’HIV/AIDS hanno consentito lo sviluppo e la disponibilità di numerosi farmaci efficaci contro l’infezione da HIV, che hanno profondamente modificato la sopravvivenza e la qualità della vita delle persone sieropositive.

Mentre alla fine degli anni ‘80 era disponibile solo la zidovudina (AZT) che veniva usata ad alte dosi e determinava effetti collaterali rilevanti, oggi è possibile scegliere tra oltre 30 farmaci diversi in opportune combinazioni.

L’uso simultaneo di più farmaci a diverso meccanismo di azione è la base della terapia anti-retrovirale combinata (Highly Active Anti-Retroviral Therapy – HAART o combined Anti-Retroviral Therapy -  cART) che consente di ottenere un efficace effetto antivirale con una riduzione degli effetti collaterali dei farmaci i quali vengono usati a dosi relativamente più basse.

La terapia combinata deve essere effettuata giornalmente per un lungo periodo e, essendo basata su farmaci con diversi meccanismi di azione, è particolarmente importante tenere conto delle caratteristiche individuali della persona e della tollerabilità verso i diversi farmaci impiegati nella combinazione.

I farmaci che vengono impiegati nella HAART si possono classificare in:
  • Inibitori nucleosidici della Trascrittasi inversa (Emtricitabina-FTC, Lamivudina-3TC, Zidovudina-AZT, Didanosina-ddI, Stavudina-d4T, Abacavir-ABC, Zalcitabine-ddC, Amdoxovir, Apricitabina, Censavudina, Elvucitabina);
  • Inibitori nucleotidici della Trascrittasi inversa (Tenofovir disoproxil fumarato TDF, Tenofovir alafenamide fumarato TAF);
  • Inibitori non nucleosidici della Trascrittasi inversa (Efavirenz-EFV, Nevirapina-NVP, Etravirina-ETR,, Delavirdina-DLV, Doravirina);
  • Inibitori della Proteasi (Tipranavir-TPV, Indinavir-IDV, Saquinavir-SQV, Lopinavir/ritonavir-LPV/r,  Ritonavir-RTV, Darunavir-DRV TMC 114, Atazanavir-ATV, Fosamprenavir-FPV, Nelfinavir-NFV, Amprenavir-APV);
  • Inibitori della Fusione ed Ingresso (Enfuvirtide-ENF T20, Maraviroc-MVC, Vicriviroc, Cenicriviroc, PRO 140, Ibalizumab, UB421, Fostemsavir);
  • Inibitori dell’Integrasi (Raltegravir-RAL, Elvitegravir-EVG, Dolutegravir-DTG, Bictegravir, INN, Cabotegravir);
  • Inibitori della Maturazione virale (Bevirimat, BMS-955176).

Ogni singolo farmaco della combinazione terapeutica è potenzialmente in grado di determinare effetti collaterali a carico dell’organismo. La gran parte degli effetti collaterali è prevalentemente di lieve entità, si manifesta soprattutto nei primi giorni della terapia e tende a regredire nel tempo in quanto l’organismo tende ad adattarsi all’effetto dei farmaci.

Alcuni effetti, che possono essere anche moderati o gravi, tendono invece a comparire nel tempo come conseguenza delle modifiche del metabolismo indotte dai farmaci.

La comparsa degli effetti collaterali non è sempre prevedibile ed è legata anche a variabili individuali. Per tale ragione ogni persona può avere una diversa risposta ai farmaci, singolarmente o in combinazione, e la terapia deve essere monitorata sin dai primi momenti mantenendo la persona in osservazione dopo la prima somministrazione.

A grandi linee si possono distinguere:
  • Effetti collaterali lievi (modica debolezza, arrossamento della pelle, orticaria, nausea, diarrea, cefalea, dolori muscolari);
  • Effetti collaterali moderati (marcata debolezza, anemia, vomito, vertigini, neuropatie con formicolii e dolori alle estremità, disturbi dell’umore, sonnolenza, alopecia, alterazioni moderate del metabolismo lipidico con lipodistrofia, alterazioni moderate della funzione renale, indebolimento tessuto osseo);
  • Effetti collaterali gravi (epatite, pancreatite, alterazioni rilevanti della funzione renale, alterazioni gravi del metabolismo lipidico, cardiopatie).

Fortunatamente gli effetti collaterali gravi non sono molto frequenti e i farmaci sviluppati negli ultimi tempi risultano essere maggiormente tollerati dalla gran parte delle persone, consentendo il mantenimento della terapia per un lungo periodo.
Tuttavia, in considerazione del potenziale rischio a carico del sistema circolatorio, soprattutto per l’aumento dei trigliceridi e del colesterolo in circolo, e dei possibili danni alla funzionalità del fegato e dei reni, la terapia va monitorata con particolare attenzione mediante regolari controlli clinici ed esami di laboratorio e strumentali che accertano la funzionalità dei principali organi.

L’insorgenza di effetti collaterali moderati e gravi richiede la sospensione temporanea del trattamento con la conseguente modifica di uno o più farmaci della combinazione.

La disponibilità di numerosi farmaci a diverso meccanismo di azione consente di “personalizzare” la terapia in considerazione dell’efficacia e della tollerabilità a livello individuale.

Al giorno di oggi la terapia combinata consente la prevenzione della progressione dell’infezione e della comparsa di AIDS, e la mortalità associata all’infezione si è ridotta in maniera estremamente rilevante. Le persone con l’infezione possono quindi svolgere una vita regolare a condizione che la terapia venga effettuata secondo le indicazioni del medico curante e che svolgano i regolari controlli clinici e di laboratorio. Gli obiettivi futuri consistono nel limitare quanto più possibile gli effetti collaterali dei farmaci, consentendo una accettabilità del trattamento a lungo termine e una migliore qualità della vita della persona con HIV.

Glossario

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