Uniti contro l'AIDS

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Uniti contro l'AIDS
Avere un’infezione oggi può ancora costituire un problema i cui effetti si riverberano nell’accesso alle cure. Talvolta, infatti, permangono pregiudizi culturali e difficoltà pratiche che possono ostacolare la conduzione di una serena esistenza da parte delle persone che vivono con un’infezione, in tutti gli ambiti in cui si svolge la vita sociale.

In questa sezione puoi trovare l'elenco delle ONG e delle Associazioni impegnate nella lotta all'AIDS; informazioni su ciò che dice la legge per la tutela dei diritti delle persone direttamente o indirettamente coinvolte nelle Infezioni a Trasmissione Sessuale con particolare riferimento all'HIV; informazioni generali sulle terapie; approfondimenti nel campo della genitorialità; indicazioni sui Centri specializzati che forniscono cure e assistenza per le Infezioni a Trasmissione Sessuale, per l'HIV e l'AIDS, per le Epatiti Croniche.red ribbon

 

Il trattamento dell’infezione da HIV

Medico Uniti contro l'AIDS
Il trattamento dell’infezione da HIV è fondamentale per prevenire lo sviluppo dell’AIDS e mantenere bassi, per un lungo periodo, i livelli di virus circolante.
L’infezione da HIV è stata oggetto, negli ultimi trenta anni, di intensa ricerca che ha portato allo sviluppo di nuovi farmaci specifici in grado di controllarne il decorso e impedirne la progressione.
In particolare, dal 1996 è stata messa a punto la terapia anti-retrovirale combinata ad alta efficacia (Highly Active Anti-Retroviral Therapy - HAART). Tale terapia consiste nella combinazione di due o tre farmaci a diverso meccanismo di azione (inibitori della trascrittasi inversa, inibitori della proteasi, inibitori dell’integrasi, inibitori della fusione ed ingresso virale).
La combinazione dei farmaci impedisce la replicazione e la diffusione del virus nell’organismo, tenendo sotto controllo gli effetti nocivi dell’infezione virale.
Grazie a questa terapia combinata, si sono notevolmente ridotti i casi di AIDS tra le persone con l'infezione da HIV, la quale, una volta associata ad elevata mortalità, si è trasformata in una malattia  cronica da gestire nel lungo periodo. Poiché questi farmaci hanno un costo rilevante e possono provocare effetti indesiderati, nonchè sviluppare resistenze farmaco-specifiche, il trattamento dell’infezione da HIV deve essere prescritto dal medico curante sulla base delle caratteristiche individuali e valutato individualmente tramite parametri clinici e di laboratorio.

Negli ultimi 10 anni diversi studi scientifici hanno evidenziato che la regolare assunzione della terapia combinata antiretrovirale, a qualsiasi stadio dell’infezione, si associa ad una riduzione significativa della probabilità di andare incontro a infezioni opportunistiche e tumori associati alla comparsa di AIDS, e della conseguente mortalità.
Inoltre, diversi studi hanno dimostrato che lo stato di soppressione virale indotto dalla terapia ha un effetto determinante sulla trasmissione dell'infezione, avvicinando a zero la probabilità di contagio nel caso i livelli di virus nel sangue si mantengano non dosabili in maniera continuativa.

Sulla base di questi dati viene raccomandato, a livello globale, di iniziare il trattamento combinato anti-retrovirale in un tempo breve dalla diagnosi di infezione, a prescindere dalla evidenza di sintomatologia o del numero dei linfociti CD4 circolanti che rappresenta il principale marcatore dello stato di competenza immunologica. L’inizio del trattamento deve inoltre essere rapportato alla necessità di portare avanti trattamenti di urgenza per eventuali gravi infezioni opportunistiche da batteri, funghi o virus.
E’ importante che le modalità terapeutiche vengano adeguatamente illustrate dal medico curante e concordate con la persona interessata in quanto è fondamentale, in un trattamento a lungo termine, instaurare un rapporto fiduciario, base imprescindibile per una corretta aderenza alla terapia.
Sulla base delle più recenti evidenze scientifiche, un efficace trattamento antivirale si basa su un'adeguata combinazione di farmaci a diverso meccanismo di azione, con un uno schema basato su un “backbone” di due farmaci inibitori della trascrittasi inversa ed un terzo farmaco da scegliere tra gli inibitori della trascrittasi (nucleotidici/nucleosidici) o della integrasi virale.
Gli inibitori della proteasi oggi vengono utilizzati con minore frequenza in quanto presentano una minore tollerabilità a lungo termine, e vengono inclusi in combinazioni alternative sulla base della risposta individuale al trattamento.
Le combinazioni a base di due soli farmaci, che potrebbero ridurre il carico farmacologico, sono in corso di sperimentazione e vi sono evidenze sperimentali che sostengono l'efficacia e la tollerabilità, con minore impatto sul tessuto osseo e renale, dell'associazione tra un inibitore dell'integrasi e un inibitore della trascrittasi inversa.
Recentemente, nuovi trattamenti farmacologici per via intramuscolare con  farmaci a lunga durata di azione , somministrabili ogni 4 o 8 settimane, si sono dimostrati efficaci e tollerabili nel tempo. Il loro uso è stato già raccomandato per la terapia a lungo termine e la sua diffusione consentirà di evitare l'assunzione giornaliera dei farmaci, migliorando l'aderenza terapeutica e la qualità di vita.
Sono inoltre in corso di sperimentazione approcci terapeutici innovativi basati sulla somministrazione di anticorpi neutralizzanti il virus (bNAbs), di linfociti T modificati (CAR-T) in grado di identificare e colpire selettivamente le cellule che albergano l'HIV, o di molecole in grado di riattivare il virus presente in forma latente non aggredibile dai farmaci. La presenza di farmaci innovativi consentirà nel prossimo futuro di limitare la problematica delle resistenze e di prevenire gli effetti collaterali dei farmaci oggi largamente utilizzati.
L’efficacia del trattamento va verificata regolarmente monitorando i parametri del sangue, inclusi i livelli del virus (HIV-RNA) e dei linfociti CD4 circolanti, nonchè la possibile insorgenza di eventi avversi potenzialmente correlati ai farmaci della combinazione.
La dimostrazione dell'efficacia del trattamento, con la chiara evidenza di soppressione virologica (viremia non dosabile), richiede un periodo non inferiore a 3 -6 mesi in quanto la risposta ai farmaci è su base individuale e può avere luogo l’insorgenza di resistenze farmacologiche conseguenti a “mutazioni adattative” del virus.
Una terapia efficace in grado di determinare duratura soppressione virologica previene la progressione dell’infezione e la comparsa di AIDS, consentendo una apprezzabile qualità di vita. Risulta comunque fondamentale la corretta aderenza alla terapia in quanto una parte del virus nell'organismo permane in forma latente (riserva virale) e, nel caso della sospensione del trattamento, ritorna a diffondersi, diventando dosabile nel sangue.
Per tale ragione, nel corso del trattamento, è essenziale la verifica regolare dei parametri virologici/immunologici, nonché delle indagini che valutano la funzionalità dei principali organi (cuore, reni, fegato, apparato muscolo-scheletrico) che possono essere interessati dagli effetti collaterali dei farmaci delle combinazioni terapeutiche.
Al fine di rendere omogenei le indicazioni terapeutiche a livello nazionale il Ministero della Salute in collaborazione con la Società Italiana di Malattie Infettive e Tropicali mette a punto e diffonde regolarmente le “Linee Guida Italiane sull’utilizzo della Terapia Antiretrovirale e la gestione diagnostico-clinica delle persone con infezione da HIV-1”.

Glossario

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