Uniti contro l'AIDS

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Ultimo aggiornamento

  • 27 febbraio 2015

Novità dalla Conferenza CROI di Seattle

novità CROIDal 23 al 26 febbraio si è svolta a Seattle (USA) la Conferenza Annuale su Retrovirus e Infezioni Opportunistiche (CROI), tradizionale incontro tra medici, ricercatori e esponenti delle associazioni attive nel campo dell’HIV/AIDS. Come negli anni precedenti sono stati presentati numerosi interventi e poster che hanno mostrato le principali novità sperimentali nel campo della prevenzione e del trattamento dell’infezione da HIV, delle co-infezioni (Tubercolosi, Epatite) e delle Infezioni Opportunistiche legate alla comparsa di AIDS.

In generale, i numerosi interventi hanno trattato principalmente le seguenti tematiche:

La Prevenzione dell’Infezione da HIV
In questo ambito sono stati illustrati i risultati degli studi multicentrici PROUD e ANRS Ipergay che hanno mostrato come la Prevenzione farmacologica Pre-Espositiva (PrEP) con la combinazione tenofovir-emtricitabina, in dose giornaliera o a ridosso dei rapporti sessuali a rischio, sia in grado di ridurre in maniera significativa (oltre l’80%) l’insorgenza di nuove infezioni nei MSM. Si conferma, quindi, l’efficacia preventiva della PreP, anche se il trattamento presenta costi rilevanti e non è completamente esente da effetti collaterali.  Un altro studio interessante  (PROMISE), effettuato su donne HIV-positive in gravidanza in India e in paesi africani, ha dimostrato l’efficacia di tre diversi trattamenti combinati preventivi, includenti due o tre farmaci (zidovudina, nevirapina, lamivudina, lopinavir/ritonavir o tenofovir/emtricitabina), nel ridurre al di sotto del 1-2% il rischio della trasmissione dell’infezione al bambino. La disponibilità di diversi protocolli terapeutici per la prevenzione a livello globale della trasmissione materno-fetale dell’HIV potrà consentire di raggiungere, in un futuro non troppo lontano, l’obiettivo dell’azzeramento delle infezioni contratte in corso di gravidanza o durante il parto.

La Terapia dell’Infezione da HIV
Molti interventi hanno dimostrato l’importanza di estendere i protocolli terapeutici già standardizzati anche nelle fasi più precoci e asintomatiche dell’infezione. Inoltre, in fase di discussione, è stato dichiarato essenziale promuoverne la diffusione nei paesi ad alta incidenza dell’infezione (Africa Subsahariana, Sudest Asia) mettendo in campo le adeguate risorse economiche e strutturali. Alcuni studi hanno presentato i risultati preliminari di trial con combinazioni farmacologiche che includevano nuovi farmaci tra i quali il BMS-955176, inibitore della maturazione virale di seconda generazione, e il Tenofovir alafenamide.

La Gestione terapeutica delle co-infezioni
E’ stato fortemente raccomandato, nelle persone HIV/HCV-positive, il trattamento dell’Epatite C con le nuove combinazioni farmacologiche non contenenti interferone-alfa. A tale proposito, studi preliminari hanno mostrato la tollerabilità e l’efficacia dell’assunzione delle combinazioni Ledipasvir/Sofosbuvir (studio ION-4) o Daclatasvir/ Sofosbuvir (Studio ALLY-2). Altri studi hanno dimostrato, in persone HIV-positive, l’aumentata insorgenza di infezioni di tubercolosi da ceppi multiresistenti (MDR e XDR), soprattutto nei paesi africani, suggerendo la necessità di ricorrere ad adeguati trattamenti combinati includenti farmaci già in uso (Rifampicina, Isoniazide, Etambutolo, Mofloxacina) e innovativi quali l’SQ109.

A livello complessivo, gli interventi presentati nella Conferenza hanno confermato che notevoli progressi sono stati realizzati nella disponibilità di risorse terapeutiche, particolarmente riguardo l’infezione da HIV e da Epatite C.
E’ stato altresì evidenziato come, al fine di raggiungere l’obiettivo di limitarne sensibilmente la diffusione a livello globale, sia indispensabile che tali risorse vengano messe a disposizione dell’intera comunità, promuovendo una forte sinergia tra le aziende farmaceutiche e le istituzioni nazionali e globali.

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